085 99 43 555 info@one-cloud.it
Amazon entra nelle case dalla porta principale

Amazon entra nelle case dalla porta principale

Sembra una sfida davvero coraggiosa quella che sta lanciando Amazon in questi giorni: l’idea è di affidare le chiavi di casa a un corriere che disporrà il pacco all’ingresso delle nostre abitazioni, in modo da riceverlo anche se non si è presenti in casa. Ma in quale maniera dovrebbe avvenire questo servizio? Con il sistema Amazon Key, che si sta testando negli Stati Uniti e che funziona grazie anche all’utilizzo di una videocamera di sicurezza che monitora l’attività, chiamata appunto Cloud Cam, una serratura dai più definita intelligente e un’applicazione pensata per supportare quest’attività.

Questo servizio che Amazon offre è una realtà e partirà l’8 Novembre, in 37 città americane, come primo test di una lunga lista di attività volte ad agevolare le spedizioni per i suoi clienti: droni, punti di ritiro Locker e ora, appunto, entrare direttamente nelle case dei consumatori. Nel dettaglio, dovrebbe funzionare così: quando arriva il corriere con il pacco da consegnare, attraverso il codice a barre della spedizione, lo scansiona e poi manda il tutto al cloud di Amazon. Se ogni cosa è al suo posto, l’app manda il segnale alla videocamera che si attiva e registra ogni cosa della fase di consegna. Una volta avuta questa autorizzazione, il fattorino riceve una password momentanea che sblocca la serratura e la porta si apre. Successivamente, il corriere consegna l’ordine, richiude il tutto passando il dito sul display e va via. Il cliente riceve una notifica che il suo pacco è già in casa e anche un video di quella che è stata la consegna.

Praticamente, in un solo gesto, vengono eliminati tutti quei problemi abbastanza fastidiosi legati alla consegna, come i disagi con i vari portieri, la programmazione degli ordini e non ultime, le spedizioni rimandate indietro perché l’utente non può ritirarle fisicamente. Le accortezze da utilizzare, da parte dei corrieri, sono due: cercare di aprire il minimo indispensabile la porta, giusto per completare il lavoro ed effettuare la consegna in tempi rapidi, oltre a provare a bussare o a suonare il campanello in ogni caso.

Sembrerebbe, insomma, un bel vantaggio per i clienti Prime di Amazon, ma il rovescio della medaglia potrebbe rivelarsi ricco di aspetti poco piacevoli, come ad esempio il fatto di rilasciare informazioni preziose e sensibili della propria vita alla multinazionale americana, la prima delle quali consiste nel far sapere quando si è in casa o meno. Il prezzo è di 249,99 dollari e ci sarà la possibilità di scegliere fra 10 milioni di oggetti da acquistare. Per il momento Amazon coinvolgerà nella sperimentazione 37 città americane e capirà, dopo questi primi test, se il servizio sarà davvero vantaggioso o si rivelerà solo un ‘pacco’ per i suoi stessi clienti.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER RICEVERE AGGIORNAMENTI ISCRIVITI

6 Paesi bocciano le tab separate di Facebook

6 Paesi bocciano le tab separate di Facebook

Facebook sappiamo essere uno dei social network più famosi e frequentati del mondo: nonostante molti siano contrari alla sua influenza sull’opinione pubblica, rimane un mezzo di socializzazione accreditato soprattutto fra i giovanissimi.

Correva voce che proprio per alleggerire la bacheca e la sezione notizie, il famoso social avesse abolito la parte relativa al News Feed delle pagine, preferendo solo i post degli amici. Non era una voce infondata, però, perché questa incomprensione era sorta proprio dopo un periodo di prova a cui Facebook aveva sottoposto sei Paesi, rispettivamente Sri Lanka, Bolivia, Slovacchia, Serbia, Guatemala e Cambogia, facendo credere agli utenti di queste nazioni che la nuova funzionalità doveva diventare operativa in maniera definitiva. E qui si è registrato un dato davvero indicativo, che fa capire anche come i social network siano fatti principalmente dalle scelte di persone fisiche: infatti, la statistica ha mostrato un calo del 60%-80%, come se il grado di fidelizzazione e di coinvolgimento fosse sceso a picco, mostrando chiaramente cosa ne pensavano gli utenti.

Quindi, l’azienda di Mark Elliot Zuckerberg ha fatto dietrofront, rincuorando i suoi utenti e chiarendo che si tratta unicamente di piccole prove, che riguardano solo i sei Paesi in questione. Giusto per incrementare la qualità del servizio riservato agli amanti di Facebook, così si sono espressi, data l’esigenza di una fascia di frequentatori di avere accesso in maniera più facile ai post di amici e parenti: sembra che sia per questo, che Facebook abbia pensato a una sezione distinta e separata per gli amici e un’altra per le notizie pubbliche o delle pagine.

Due tab separati, dunque, o uno solo collettivo con tutto ciò che Facebook può offrire? Questo il dilemma e su questo quesito, sono immediatamente intervenuti i coordinatori e i dirigenti del social, facendo appunto dei test nei sei Paesi ritenuti più idonei per la statistica. Oltretutto, è lo stesso Facebook che dichiara che non ci sono somiglianze fra il News Feed e la nuova funzionalità definita Feed Esplora, luogo virtuale dove, invece, vengono racchiuse tutte quelle notizie e quei contenuti estremamente popolari, in base al gusto dell’ utente.

Insomma, nonostante la presenza del Feed Esplora e delle funzionalità introdotte su alcuni mercati, gli utenti continueranno a vedere nel News Feed non solo i post dei propri amici e familiari, ma anche i contenuti pubblicati dalle pagine preferite.

Molti credono, infatti, che la scelta di dividere le due sezioni possa in qualche modo boicottare le imprese che hanno investito nella pubblicità su Facebook, dalle più grandi alle più piccole ed è un campanello d’allarme per coloro che hanno considerato e considerano questo social un ottimo strumento per promuovere la propria azienda. Proprio per questo, Facebook è tornata sui suoi passi, decidendo di non coinvolgere nell’esperimento altri Paesi e quindi, di non portare avanti il progetto, almeno per il momento.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER RICEVERE AGGIORNAMENTI ISCRIVITI

WhatsApp si aggiorna con la modalità fotografica ‘Night’

WhatsApp si aggiorna con la modalità fotografica ‘Night’

Finalmente, grazie all’ultimo aggiornamento di WhatsApp, è possibile scattare foto anche di notte. Capita sempre, dopo una rimpatriata con gli amici o un compleanno, di rivedere le foto scattate per condividerle su WhatsApp e di trovarsi nella spiacevole situazione di deludere tutti: troppo scure e poco nitide.

Per ovviare a questo inconveniente, WhatsApp è corsa ai ripari e ha inserito nell’ultimo aggiornamento della versione nuove funzionalità come lo scatto in notturna, che permetterebbe di avere delle foto luminose e definite, come quelle scattate sotto la luce del sole. Si tratta di uno strumento che lavora in accordo con la fotocamera integrata e che si trova vicino al simbolo del flash, proprio in alto a destra ed è rappresentato da una luna a forma di spicchio: il risultato è una brillantezza morbida e coinvolgente, davvero sorprendente per trasformare una foto scura in una degna di essere condivisa.

Sicuramente, i circa 1,2 miliardi di utenti che utilizzano WhatsApp quotidianamente per scrivere o videochiamare o fare una telefonata ai numerosi contatti che hanno scaricato e usano a loro volta quest’app, saranno soddisfatti di poter usufruire di questa modalità ‘Night’ fin dal suo rilascio, anche perché sembra essere molto facile da applicare: se è in modalità automatica, infatti, potrebbe predisporre già la fotocamera calcolando la luce presente nella zona in cui scattare e allo stesso modo, ma forse più in là, si comporterà con i video quando sarà in atto una registrazione.

Coloro che hanno iOs, con la versione 21.17.10 potranno già beneficiare della ‘Night Mode’, mentre per cui ha uno smartphone Android bisognerà ancora aspettare per provarla.

Un altro punto a favore di WhatsApp, che sembra essere sempre molto attenta alle esigenze dei suoi clienti, è rendere più agevole la ricerca di emoji, quelle faccine che esprimono le nostre emozioni meglio di qualsiasi parola.

Succede, insomma, che digitiamo una parola e magicamente appare un suggerimento che ci invita a usare una piccola icona, più rapida e intuitiva. A volte, anche più gradevole, più tenera rispetto al testo scritto, che può risultare, non ogni volta per carità, ma spesso, privo di un po’ di calore. Ecco perché WhatsApp ha deciso di facilitare ancora di più l’utilizzo di queste emoji, aggiungendo alle parole sempre nuove ‘faccine’ o icone o simboli, per agevolare ulteriormente i suoi utenti nelle conversazioni che richiedono più ‘emotività’.

Quindi, digitando ‘fiore’, ‘felicità’, ‘tristezza’ ma anche ‘caffè’ ad esempio, sarà possibile essere facilmente aiutati da un emoji che rappresenta in tutto e per tutto quel concetto o quel determinato oggetto, accorciando ulteriormente i tempi di risposta.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER RICEVERE AGGIORNAMENTI ISCRIVITI

Il ciondolo che registra gli istanti di vita

Il ciondolo che registra gli istanti di vita

Potrebbe essere un oggetto adatto a un film dell’agente 007, che, entrando in casa di un uomo facoltoso e corrotto, seduce la sua bellissima amante. Dopo poco, viene scoperto ed è costretto a scappare, questo perché la donna indossa un regalo del marito, un ciondolo che contiene al suo interno una telecamera indossabile. Fantascienza, irrealtà, roba da James Bond?

No, è tutto reale e si chiama FrontRow. Sembra una collana, forse non proprio una collana che tutte le donne comprerebbero dal momento che è massiccia e tonda e riguardandola per più di qualche secondo, s’intuisce che nasconde una tecnologia, se la si osserva per diversi minuti è chiaro che si tratta di una fotocamera. Ma a ben vedere, questo potrebbe non essere un limite, perché FrontRow è un dispositivo wearable, cioè indossabile, creato per ‘creare’ la propria storia personale e non per essere d’aiuto a James Bond.

Risulta essere un po’ pesante da portare in giro in tutte le fasi della giornata, ma anche questo particolare è ovviabile, perché in genere una fotocamera è molto più ingombrante e non proprio così comoda da trasportare da un posto a un altro. Insomma, FrontRow, dai realizzatori Ubiquiti Labs, è una foto/videocamera da indossare come un gioiello appunto ed è stata progettata per chi ha intenzione di riprendere o fotografare senza pensieri. All’esterno, sembra un ciondolo, che contiene, però, al suo interno due fotocamere integrate, con la possibilità di scattare foto e di girare video in autonomia e anche manualmente, per cui decide cosa vuole imprimere nella storia della sua vita, oppure perfino livestreaming, da Facebook ovviamente e Youtube.

Ma com’è possibile che un pendolo anche se con tutti i crismi tecnologici possa comunque trasmettere dei video su Facebook e Youtube, senza dimenticare Twitter?

Grazie al collegamento Bluetooth con lo smartphone o tramite una rete Wi-Fi, il gioco è fatto. Ma c’è uno storage abbastanza grande per video e foto? La capacità è di 32 giga, contando il fatto che è un ciondolo sembra più che degno di nota e anche la batteria è sorprendente, perché ha un’autonomia di due ore di registrazione, senza il livestreaming ovviamente, che, si sa, consuma sempre molto di più. FrontRow, poi, ha un altro pregio non meno importante, per chi è fissato con il salvataggio su Pc o smartphone: una comoda uscita USB, di quelle classiche di tipo C.

Ma parliamo delle fotocamere a disposizione, perché anche la qualità è importante, oltre alla capacità. I sensori sono due e presentano delle diversità: la prima fotocamera è frontale, da 8 megapixel e permette di registrare video di alta qualità, anche fino a 1080p, mentre quella posteriore, è da soli 5 megapixel. Però, c’è sul retro, uno schermo da quasi due pollici di grandezza, che accresce il valore delle riprese e delle foto.

Per cui, nonostante FrontRow non sia il primo del suo genere, non presenti capacità fuor di misura rispetto ai suoi simili e abbia un prezzo di lancio di 399 dollari, non gli si può negare un certo fascino, al punto da credere che una donna voglia indossarlo durante una serata galante con James Bond.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER RICEVERE AGGIORNAMENTI ISCRIVITI